Data

19 Ott 2020
Expired!

Ora

21:00

S’Accabadora

AnfiteatroSud
Premio alla migliore drammaturgia al Roma Fringe Festival 2020
Atto unico liberamente ispirato a Le Serve di J. Genet
regia e drammaturgia Susanna Mameli
con Elisa Pistis (Speranzedda) e Marta Proietti Orzella (Antonia)
musiche Paolo Fresu
soggetto e regia video Susanna Mameli
produzione videomapping e realtà aumentata Michele Pusceddu e Francesco Diana
scene Susanna Mameli

 

Siamo nella tana de s’accabadora. La sua serva, mentre sistema e rassetta la stanza, racconta i fatti della padrona. Attraverso il filtro dei pettegolezzi e dell’amore-odio della serva verso la sua padrona, ecco levarsi l’immagine castigata di Antonia, ora come levadora, ora come incantadora e infine accabadora. Levatrice, donna delle medicine, donna che pone fine alle sofferenze dei moribondi, ma anche figura crepuscolare solitaria, sfuggente e schiva. Si sa che da fanciulla fu abbandonata sull’altare sotto lo sguardo armato dei fedeli. Si dice di come i fiori le si appassirono in volto, si racconta di come nessuno osò fermarla e della mano pietosa che fece cigolare la porta della chiesa, consegnandola alla luce divorante del mezzogiorno. Il cielo bisogna guadagnarselo, e Antonia si fa serva e missionaria degli uomini in terra, affaticandosi a fare quello che nessuno vuole o ha il coraggio e la forza di fare: aiutare a nascere e morire.

La “serva” e la “padrona” si cavano i peccati dall’anima con crudele affetto, uno ad uno, fino a che la serva rivela il gioco orrendo e chiede la pietà che Antonia ha sempre reso altrove.
Ma per Antonia, questa volta, è diverso.

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